SASSARI. Il
diritto al lavoro è sacrosanto, tanto più quando si parla di disabili.
Ecco perché 9 lavoratori sassaresi, ora disoccupati, sono pronti a
portare in tribunale, con ogni mezzo, la loro battaglia per un posto
fisso. Nel settembre del 2009 erano stati pescati (insieme ad altri)
dalla lista dei lavoratori disabili e assunti dalla Provincia di Sassari
per affrontare un’esperienza di lavoro all’interno della Pubblica
Amministrazione grazie ai finanziamenti regionali ottenuti per il progetto "Lavorabile".
Un percorso, nelle intenzioni della Regione, "capace di incidere sulla
condizione di occupabilità dei partecipanti", come recita la delibera
regionale n. 46/10 del 2006 che attivava il bando. L'impiego, però, è
durato molto meno di quanto i neoassunti si aspettassero. La fine
dell'avventura è arrivata dopo ventidue mesi, con una comunicazione
della Provincia di Sassari con
cui si informava dell'esaurimento dei finanziamenti regionali che
tenevano in vita il progetto. E' stato un duro colpo per i lavoratori,
che hanno accolto la comunicazione dell'ente con la rabbia e l'amarezza
di chi si aspettava una decisione ben diversa, come il tanto sospirato
posto a tempo pieno. Ora, dopo mesi di riflessione, i protagonisti di
questa vicenda hanno deciso di passare al contrattacco. Dopo aver
mandato una diffida in Provincia e
Regione (rimasta senza risposta), a dicembre si sono rivolti
all'avvocato Elisabetta Udassi per fare causa contro la Provincia. Il
legale, accogliendo la loro richiesta, ha presentato una denuncia al
giudice del lavoro per chiedere il reintegro immediato e il
riconoscimento della nullità del contratto.
Stando ai rilievi mossi dal legale, infatti,
il contratto utilizzato per assumere i lavoratori a tempo determinato
sarebbe incompatibile con la legge 68 del 1999 che, nel caso di
assunzione di disabili, impone ai datori di lavoro la stipula di
contratti a tempo pieno e indeterminato. Il provvedimento, dunque,
sarebbe nullo perché violerebbe non soltanto la legge nazionale,
ma anche altre disposizioni comunitarie e una recente sentenza della
Corte costituzionale. Ma la battaglia legale si muove anche su un altro
fronte. Con una seconda denuncia il legale chiede che i lavoratori
vengano anche risarciti del danno biologico patito. Un danno prodotto,
secondo l'avvocato, "dalla esclusione
da tutte le procedure di avviamento obbligatorio presso altri datori di
lavoro privati e pubblici della Provincia di Sassari e dalla mancata
inclusione nei posti che lo stesso ente convenuto avrebbe dovuto
assegnare ai riservisti". Se condannata, la Provincia di Sassari,
rischia di sborsare una cifra enorme: circa 9 milioni di euro,
tenuto conto del fatto che l'eventuale riconoscimento del danno
verrebbe stabilito in base alle percentuali di disabilità, che nel caso
di questi lavoratori oscillano tra il 67 e il 100 per cento. La prima
udienza è stata fissata a maggio. Da Palazzo Sciuti, però, spiegano che
al momento non è arrivata alcuna notifica degli atti.
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